MERCATO ASIATICO: LA NUOVA SFIDA RINIERI

Mercato asiatico: la nuova sfida Rinieri 


La nascita dell'agricoltura, oltre ad aver segnato una tappa fondamentale dal punto di vista evolutivo dell'umanità, ha alle sue spalle una storia millenaria. Se i prodotti che la terra coltivata ha sempre offerto sono rimasti perlopiù invariati, i mezzi e gli strumenti di lavorazione hanno subìto notevoli cambiamenti. Infatti basti pensare a quello che è per antonomasia il simbolo della lavorazione dei campi, l'aratro. Questo strumento ha subìto  importanti trasformazione col passare del tempo. (Oggi, almeno per i paesi economicamente forti e stabili, raramente si trova un aratro trainato dai buoi. La forza animale è stata sostituita dalla forza meccanica e dagli sviluppi dell'automatizzazione, tanto da poter parlare di meccanizzazione agricola.)  


Anche la Rinieri ha alle spalle una storia solida iniziata nel 1920. Sempre al passo con i continui sviluppi agromeccanici e innovazioni tecnologiche, improntata a una filosofia che tiene conto della salvaguardia ambiaentale e dell'ecosistema di lavoro, è pronta ad entrare in campo per affrontare una nuova sfida: affacciarsi al mercato agricolo dei Paesi asiatici. Tra le motivazioni che hanno spinto l'azienda a prendere questa decisione, oltre le potenzialità di mercato, è evidentemente la crescente domanda di consumi alimentari a livello globale e in particolare nei Paesi economicamente emergenti dell'Asia. Conscia degli ostacoli che il settore agricolo presenta nel suo complesso, l'azienda forlivese si impegna a rendere le risorse più efficienti e più produttive, tenendo lo sguardo fisso sul continuo cambiamento climatico, con i relativi effetti dannosi provocati alle polpolazioni e all'agricoltura, che purtroppo frenano lo sviluppo di alcuni paese orientali. 


La Rinieri ha nella meccanizzazione la risorsa ed i mezzi adatti per soddisfare queste richieste, presentando un'offerta in grado di mantenere il passo con la progressiva domanda alimentare asiatica che secondo le statistiche crescerà in futuro più del doppio. Il valore aggiunto aziendale è sicuramente l'apporto del made in Italy nel mercato dei Paesi in via di sviluppo caratterizzati da un'economia di transizione, dove in molti casi non sono presenti produttori locali di macchine e dove la domanda di meccanizzazione è molto elevata.

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