Velocità, efficienza e riduzione dei costi: le potatrici CRF, CRF-X e ORT, a barre o a dischi, offrono praticità, robustezza, precisione del taglio e significative riduzioni dei costi
Nei mesi invernali, con le piante a riposo, hanno luogo le pratiche di potatura degli alberi da frutto, attività fondamentale per mantenere le colture sane e produttive, minimizzando al contempo gli eventuali fenomeni di carico e scarico vegetativo alla base di sgradite oscillazioni produttive nel tempo.
Inoltre, la potatura contiene anche le dimensioni dell’albero, operando un alleggerimento nella densità delle chiome a favore di una migliore circolazione dell’aria. Ciò ridurrà il tasso di umidità nel fogliame durante la fase produttiva, sfavorendo in tal modo i funghi patogeni e migliorando per contro l’efficacia dei trattamenti fitosanitari.
Una buona pratica di potatura è quindi alla base delle produzioni quali-quantitative dei frutteti, ponendo però gli agricoltori di fronte alla scelta fra due differenti modalità operative: manuale o meccanica.

La potatura manuale: vantaggi e limiti
La potatura manuale con cesoie e seghetti permette tagli più mirati, risultando consigliabile soprattutto nelle potature di formazione, necessarie queste a conferire la giusta struttura agli alberi di recente impianto. Analogamente, ricorrendo ad attrezzi manuali si possono realizzare eventuali potature di ristrutturazione, atte a modificare la forma dell’albero, oppure potature di rinnovo, necessarie in alcuni casi per ringiovanire alberi vecchi o malati.
Due sono invece gli aspetti negativi delle potature manuali: costi e affidabilità. Circa i primi, sono infatti molte le ore/ettaro necessarie quando si scelga la via della manodopera specializzata. Inoltre, operare manualmente pone l’agricoltore di fronte all’annoso problema di ingaggiare potatori specializzati e quindi affidabili. Risorsa umana, quest’ultima, sempre più difficile da trovare.
Se vengono infatti posti al lavoro potatori poco esperti, oltre a costare comunque fino ad alcune centinaio di euro all’ettaro, si possono addirittura creare problemi a causa di tagli effettuati in modo scorretto, danneggiando il “colletto di corteccia” e allungando i tempi di cicatrizzazione della ferita. Inoltre, anche le attrezzature manuali possono essere impiegate in modo errato, creando danni e sfilacciature ai rami.
La potatura meccanica: veloce, efficace, economica
La potatura meccanica permette di abbassare significativamente i tempi e i costi delle pratiche di potatura, permettendo risparmi che vanno da alcune decine ad alcune centinaia di euro all’ettaro in funzione dell’impianto. Un solo operatore può infatti potare diversi ettari al giorno, completando tutte le operazioni invernali nel volgere di breve tempo. Da parte loro, le attrezzature devono però offrire efficienza e velocità operativa, garantendo sempre tagli precisi, netti, a tutto vantaggio della rapida cicatrizzazione della ferita.
Per le sue caratteristiche, la potatura meccanica si presta ottimamente alle potature di diradamento, necessarie per mantenere alta la qualità dei frutti, ma anche alle potature di riduzione o a quelle di allungamento. Le prime servono a contenere le dimensioni dell’albero, le seconde, invece, sono utili quando si desideri stimolare la produzione di nuovi rami. Infine, quando dotate di opportuni kit di finestratura, le potatrici meccaniche riescono anche a operare all’interno delle chiome, simulando al meglio le pratiche di potatura manuale.
Potatrice a barre CFR: le monolama per l’alta densità
La potatura in frutteti intensivi ad alta densità è operazione che richiede attrezzature robuste, e volumetricamente capaci, specialmente quando le piante tocchino altezze fino a quattro metri. Condizione, questa, che si presenta spesso negli impianti di pomacee o drupacee di molteplici zone di produzione.
A tale profilo di missione rispondono i quattro modelli di potatrici da frutteto serie CRF (vedi la scheda) che trovano l’impiego ideale in impianti a spalliera di grandi altezze e volumi. A operare il taglio, veloce e preciso, sono delegate barre monolama i cui denti SCH possono tagliare rami dal diametro di 3-4 centimetri, offrendo una vasta gamma di accessori che permettono a queste attrezzature di adattarsi al meglio a qualsiasi conformazione di impianto.
Per esempio, possono essere allestite con top inferiore e superiore, con quest’ultimo che può essere a sua volta dotato di un sistema che ne amministra idraulicamente l’inclinazione e la rotazione posteriore. Soluzione utile, questa, a eludere i pali, aspetto di particolare rilevanza soprattutto negli impianti con reti antigrandine.
A richiesta è disponibile un apposito kit di finestratura allestito con un massimo di tre barre, atto ad alleggerire anche l’interno chioma a tutto vantaggio della penetrazione della luce solare. Grazie a tale kit, capace di sostituire quasi completamente la potatura manuale, vengono inoltre resi più efficaci i trattamenti con prodotti fitosanitari, fertilizzanti o biostimolanti, contribuendo a un significativo incremento della produttività anche nei rami centrali.
A migliorare il contour con le chiome concorrono infine l’alzata idraulica di 90 centimetri, il brandeggio idraulico della colonna da +/-15° e gli spostamenti laterali manuali e idraulici, rispettivamente da 25 e da 50 centimetri. Di tali features operative beneficiano anche i due modelli della versione CRF 2, in cui la doppia unità di potatura permette di operare sulle facciate interne di due filari con un solo passaggio.

Potatrice a dischi CRF X: tagli netti fino a 8 centimetri
Quando le potature implichino rami dal diametro superiore, entrano in scena i tre modelli delle potatrici a dischi serie CRF-X (vedi al link), i quali portano nei frutteti tutta l’efficienza e la precisione nel taglio delle loro barre singole, allestite con dischi di acciaio inox seghettati dal diametro di 400 millimetri. Di facile e ridotta manutenzione, i dischi offrono elevata resistenza all’usura, prolungando in tal modo la vita della seghettatura a tutto vantaggio della sua efficacia nel tempo.
Anche le CRF-X sono idonee a operare in frutteti ad alta densità, alti fino a 4 metri, potendo contare sulle medesime soluzioni viste per la serie CRF, ossia l’alzata idraulica di 90 centimetri, il brandeggio idraulico della colonna da +/-15° e gli spostamenti laterali manuali e idraulici, rispettivamente da 25 e da 50 centimetri.

Potatrice a dischi ORT: quando è ora di cambiare disco
Nei frutteti più maturi si possono incontrare diametri dei rami che toccano i 15 centimetri, una misura che richiede quindi attrezzature specificatamente progettate per operare al meglio e velocemente anche a fronte di carichi di lavoro massimali. In tal senso trovano il proprio profilo di missione ideale i due modelli di potatrice a dischi della serie ORT, (vedi al link) i quali montano rispettivamente 5 o 6 dischi dal diametro di 60 centimetri. L’ampio raggio dei dischi amplifica la velocità periferica delle lame, rendendo il taglio netto e pulito per avanzamenti più fluidi e spediti a parità di precisione.
Il telaio è inoltre allestito con martinetti idraulici che amministrano molteplici regolazioni e alzate, permettendo di tagliare in verticale fino a 7 metri di altezza e in orizzontale fino a 4 metri e 40 centimetri. Ciò fa delle potatrici ORT le soluzioni ideali per frutteti intensivi e di grandi estensioni, consentendo velocità standard di 6-7 Km/h quando si operi in condizioni ottimali.

Con Rinieri la gamma di potatrici per il frutteto è molto ampia e si adatta a tutte le tipologie di impianto e capacità di taglio. Scopri gli altri modelli al seguente link: POTATRICI RINIERI

























































